Le danze

É dalla notte dei tempi che la Romagna viene considerata da tutto il mondo una terra con profonde tradizioni di ballo. Risulta pertanto molto difficile fare una descrizione generale dei balli romagnoli perché ognuno di essi ha una storia propria ed un significato diverso.

Nel IXX secolo si conoscevano solamente i balli tradizionali, come e’saltarel e la munfrèna, e le antiche canzoni a ballo, come il trescone, il ballo della veneziana e altre. Essendo l’espressione immediata del mondo semplice e vivo della campagna, i balli erano ricchi di riferimenti legati all’ambiente contadino.

Il corpo di ballo dei Danzerini, accompagnato dall’orchestra, propone un repertorio di danze molto vivaci e briose, con movenze originali e spesso esuberanti che trasmettono l’anima e il colore di un popolo la cui cordialità e allegria , lo spiccato ardore e l’impulsività da sempre contraddistinguono la terra di Romagna.

Le cante

Le Cante romagnole, perfetto connubio tra poesia e musica popolare, raccontano usi, tradizioni, leggende e momenti di vita quotidiana. Ad interpretarle, i Canterini, un gruppo di amici uniti dalla passione per il canto e dall’impegno di conservare il patrimonio culturale che esse rappresentano.

“I loro cori hanno tutta la freschezza e la spontaneità dei fiori di campo, contrariamente ad altre forme corali che, nella loro misurata e costruita compostezza, possono essere paragonati a fiori coltivati.”
(“Cinquant’anni di vita dei Canterini e Danzerini Romagnoli di Imola” di Giuseppe Pelliconi e Giovanni Vinci)

Il termine “Canta” indica tutte le canzoni corali, concepite solo per voci umane, che non prevedono nessun tipo di accompagnamento, modulate sulle inflessioni e sugli accenti della parlata romagnola.